mercoledì 22 febbraio 2012

Relax per le vostre vacanze

Una vacanza all’insegna del relax, si possono dimenticare auto ed orari...
Le Isole

L’Arcipelago Toscano è formato da un gruppo di sette isole situate tra la terraferma Toscana e la Corsica, a nord del Mar Tirreno.


Le isole sono:

 

ISOLA DI GORGONA:

Vista da lontano Gorgona sembra il dorso di una balena.

Avvicinandosi si scopre un piccolo gioiello verde incastonato nel blu del Tirreno.

La più piccola e la più settentrionale delle isole toscane è un susseguirsi di valli e colline, di grotte marine e falesie. Ne accentua la bellezza la presenza di una rigogliosa vegetazione e di un mare limpidissimo che a tratti si inabissa improvvisamente.

Ricoperta da una profumata macchia mediterranea e pini d'Aleppo, impreziosita dalla fioritura di rare orchidee, lontanissima dalla frenesia della vita moderna, Gorgona è l'ultima isola carcere italiana. Dal 1869 ospita una colonia penale che ha segnato il paesaggio con terrazzamenti e coltivazioni.

Il mare che abbraccia questo piccolo frammento di terra abitato fin dalla preistoria è spesso solcato da grandi e piccoli cetacei.

 

ISOLA DI CAPRAIA:

Capraia è figlia di vulcani sorti dal mare. Crateri spenti e pacificati ci hanno regalato un vero e proprio spettacolo della natura che si mostra in tutta la sua bellezza alla Punta dello Zenobito ed a Cala Rossa. E' più lontana dalla Costa Italiana che dalla Corsica e somiglia all'isola francese per ambiente ed asprezza del paesaggio.

La costa rocciosa, spesso inaccessibile, è un susseguirsi di grotte e guglie modellate dalla forza del mare. Capraia è uno scrigno protetto da una fitta macchia mediterranea con corbezzoli, erica arborea ed oleandri.

Sono presenti un gran numero di endemismi e di rarità, tra i quali il fiordaliso di Capraia, la linaria, la silena, la borragine nana ed il giglio di mare. Nel cuore dell'isola si apre lo Stagnone, un laghetto che in primavera si ricopre dei piccoli fiori bianchi del ranuncolo d'acqua e fa da cornice al gracidare della raganella sarda. E' facile imbattersi nei conigli selvatici ed in branchi di mufloni, incontrare il picchio muraiolo ed il venturone corso, vedere le picchiate del falco pellegrino ed il volo maestoso del falco pescatore. Le coste intatte sono popolate da marangoni dal ciuffo, berte, gabbiani reali e dal rarissimo gabbiano corso.

Un tempo nel mare di Capraia viveva la foca manaca. Oggi tra le praterie di posidonia e gli scogli popolati da alghe, spugne ed anemoni si possono incontrare il suggestivo pesce luna, il tonno, la palamita, la leccia, le grandi cernie, saraghi, orate, dentici, ricciole e tutte le specie marine che abitano il Tirreno ed il Santuario dei Cetacei.

La colonia penale, abolita nel 1986, ha svolto un ruolo importante nella conservazione dell'ambiente naturale dell'isola.

 

ISOLA D'ELBA:

L'Elba, la maggiore isola dell'Arcipelago Toscano e la terza italiana, è un vero e proprio puzzle geologico, un incontro di zolle e frammenti erranti nel Mediterraneo che hanno costruito in milioni di anni un'isola con un'incredibile varietà geologica.

Ma è l'ambiente il vero protagonista di un territorio vario ed affascinante, ricoperto di boschi di lecci, sughere, pinete e castagni che nascondono la grande felce osmunda regalis e la centaurea elbana. A Sud predomina la profumata macchia mediterranea ad erica, fillirea, lentisco, mirto, corbezzolo, ed in primavera l'Elba è un unico giardino colorato dai fiori bianchi e rosa dei cisti, dal giallo acceso delle ginestre, dal blu del rosmarino e dall'arcobaleno delle orchidee. Viole dell'Elba e Gigli di San Giovanni si spingono fino alla vetta del Capanne (1.019 metri). In questo microcosmo è facile incontrare il riccio e la rara martora. I boschi sono il regno del cinghiale ed i mufloni si spostano in grossi branchi sulle pendici dei monti. L'isola è un luogo ideale di sosta per gli ucceli migratori, prede del falco pellegrino. Non è raro avvistare poiane e corvi imperiali e di notte assioli, barbagianni e civette.

Il mare è per l'Elba storia, tradizione e lavoro. Un patrimonio che coniuga l'attività umana con la salvaguardia di un ambiente marino che mantiene ancora una grande ricchezza di specie che trovano cibo e riparo nelle grandi praterie di posidonia oceanica che circondano l'isola.

L'Elba è stata dominata da Etruschi, Greci, Romani, Pisani, Appiani, Medici, Spagnoli, mentre fu stato autonomo con Napoleone.

 

ISOLA DI PIANOSA:

Ieri Isola del Diavolo, oggi Isola del Silenzio.

Un Silenzio rotto soltanto dai suoni della natura che si perdono, insieme allo sguardo, nell'azzurro sconfinato del mare.

Pianosa, uno zoccolo di tufo calcareo, è un tappeto di rosmarino e cisto marino interrotti da cespugli di lentisco. E' l'habitat ideale per gli uccelli migratori e per le numerose specie che vi nidificano.

Ma i tesori più preziosi li conserva il mare, salvaguardato dalla secolare presenza carceraria e dal gioco di correnti che difende l'isola dalle maggiori fonti di inquinamento esterno.

Abitata fin dal Neolitico, Pianosa conserva numerose tetimonianze di civiltà passate in primo luogo Romane, e custodisce le più estese ed importanti catacombe a Nord di Roma.

La Pianosa di oggi è il risultato di una lunga destinazione (dal 1864) a colonia penale prima ed a carcere di massima sicurezza poi.

 

ISOLA DI MONTECRISTO:

L'isola del Mistero e della Leggenda, di Eremiti e di Pirati, celebrata da Alexandre Dumas ne "Il Conte di Montecristo", è un cono di massa granitica che si eleva rapidamente dal mare fino a raggiungere i 645 metri d'altezza.

Un gioiello della natura impreziosito da stretti valloni, falesie, dirupi e roccia nuda che ovunque affiora all'improvviso.

Bella e selvaggia quanto inospitale nell'aspetto, Montecristo è praticamente inaccessibile, se non per ragioni scientifiche, essendo Riserva Naturale dal 1971. E' un vero e proprio giardino botanico con 300 specie spontanee e terra di numerosi endemismi tra insetti, molluschi e rettili, anche se ad imperare sull'isola sono soprattutto le capre selvatiche.

Rari, ma significativi, gli avvistamenti della Foca Monaca che in tutto il Mediterraneo conta poche centinaia di esemplari.

 

ISOLA DEL GIGLIO:

Il Giglio è la seconda isola, per dimensione ed abitanti, dell'Arcipelago Toscano.

Quasi interamente granitica e montuosa presenta pendici ripide e terrazzamenti con gradoni sostenuti da muri a secco: Le coste digradano dolcemente ad Est, mentre ad Ovest sono più aspre e scoscese: particolarmente suggestive, per le sue falesie, sono la Cala dell'Allume e quella del Corvo. Lungo la costa si aprono spiagge di sabbia granitica: Campese, Cannelle, Caldane, Arenella.

Nella macchia crescono differenti specie di cisto, erica e grandi corbezzoli.

Molti terrazzamenti sono ancora coltivati a vigneto e producono il famoso Ansonica del Giglio. Si tratta di veri e proprio monumenti alla fatica ed all'ingegno umano, tanto che l'Unesco li ha segnalati per l'inserimento nella lista dei beni dell'Umanità.

I terrazzamenti sono costruiti con muri a secco detti "greppe", di piccoli blocchi di granito.

Di notevole interesse l'avifauna. Si segnalano la berta maggiore e minore, cormorani, albanelle reali, poiane, gheppi, falchi pellegrini, gabbiani corso e reale. La fauna ittica è quella classica del Tirreno con una popolazione ben conservata di pinna nobilis (la grande nacchera), cernie, dentici, saraghi, ricciole e numerosi e multicolori labridi.

Abitata nella Preistoria e poi dagli Etruschi, segnata da incursioni Saracene, saccheggi ed incendi, grandi battaglie navali e leggendarie presenze di monaci ed eremiti, appartenne ai Medici ed al Granducato di Toscana.

Di grande suggestione e ben conservato è il paese fortificato di Giglio Castello, ancora cinto da una alta cerchia muraria medievale.

 

ISOLA DI GIANNUTRI:

Una Falce di Luna stesa sul mare a chiudere a Sud la schiera delle isole toscane, Giannutri è un gioco di ripide scogliere che delimitano ariose distese pianeggianti.

Popolata da conigli selvatici e da numerose specie di uccelli di passo e stanziali (tra cui il rarissimo gabbiano corso), l'isola è nota soprattutto per la ricchezza della fauna marina. Alghe, spugne, madrepore, gorgonie colorano intere pareti sottomarine, mentre tra le praterie di posidonia trovano riparo nacchere, cavallucci marini, pesci ago, tritoni, cipree, aragoste, astici e magnose.

In mare aperto non è raro incontrare delfini e balenottere.

In inverno abitata da un pugno di persone, l'isola conserva i resti della villa romana della potente famiglia dei Domizi Enobarbi.

 

FORMICHE DI GROSSETO.

 


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